Peter Cruise è un tranquillo scozzese che abita a Edimburgo con tutta la sua famiglia: la bella moglie e i due figli. Una sera, prima di cena, bloccato nell’ascensore, non riesce ad assistere all’invasione della Terra da parte di una razza aliena. Da quando riesce a uscire da quella incomoda posizione e si fa largo tra le macerie, inizierà per lui un lungo calvario alla ricerca della sua famiglia e di una ragione per vivere in un mondo orribilmente trasformato per ospitare i suoi nuovi padroni.
martedì 13 ottobre 2015
Il lavoro in baratto
Il baratto amministrativo è una riedizione aggiornata dei "lavori socialmente utili" che sono nati negli Stati Uniti col New Deal per volontà del Presidente Roosevelt. All'epoca, l'obiettivo era quello di distribuire denaro a 2,5 milioni di americani senza reddito né proprietà, chiedendo loro in cambio di mettersi a disposizione della Nazione per non mortificarli e farli sentire alla stregua di accattoni. Oggi viene ripresentata con una formula legata più al debito contratto dai privati che non dal sano principio di equa circolazione della moneta. Il risultato, nella sostanza, non cambia e come tale siamo perfettamente favorevoli all'iniziativa. Rivendichiamo, altresì, la primigeneità della proposta e dell'unanime legame politico che tutti gli iscritti al Comitato Pinerolo Attiva hanno nei confronti delle leggi del New Deal o che si ispirano ad esse perché crediamo che quello e non le tesi della Scuola di Chicago ci possono portare seriamente fuori dalla Crisi. Nessuno si permetta di raccontarci la favola della Ripresa o dei Gufi. La situazione economica di Pinerolo e del Paese è tragica e il baratto amministrativo è una delle Leggi che il buon senso detta per salvare la vita dei e ai cittadini. Ci stiamo dando da fare per accogliere chi viene da tanto lontano perché è in difficoltà ed è cosa buona. Allo stesso tempo non possiamo essere così presbiti da non vedere il disagio, la sofferenza e le difficoltà quotidiane che deve affrontare chi viene da vicino. Molto vicino.
domenica 24 maggio 2015
mercoledì 29 aprile 2015
Troikaiser
Se
gli Alleati avessero avuto nei confronti dei tedeschi la stessa pietà
che loro oggi rivolgono ai greci, la Germania, oggi, sarebbe una pura
espressione geografica. Ciononostante, per irriconoscenza o pura
follia (o entrambe le cose), la Germany way of life è in buona
sostanza esigere dagli altri ciò che non si è preteso da se stessi.
Se la IIa guerra mondiale è stata causata da una pessima gestione
della fine della Ia, non si può proprio affermare che a Berlino
abbiano fatto tesoro di questo insegnamento e si voglia evitare di
ricreare quella situazione di povertà e disagio sociale dal quale
sono sorti i fascismi. Il Segretario di Stato degli Usa al termine
dell'ultima guerra mondiale, George Marshall, all'epoca affermò che
l'Europa avrebbe avuto bisogno per 3-4 anni (divennero poi 6) di
ingenti aiuti da parte americana. Senza di essi, la gran parte
del vecchio
continente avrebbe
conosciuto un gravissimo deterioramento delle condizioni politiche,
economiche e sociali. Il piano che prese il suo nome prendeva
forma da questo concetto. L'unione Sovietica (pur invitata al tavolo
delle trattative) se ne tirò subito fuori e con essa tutto il blocco
orientale che egemonizzava. Gli USA continuarono per la strada
intrapresa e cercarono di spingere gli Stati europei ad utilizzare
gli aiuti forniti loro non per fronteggiare le contingenze del
momento, quanto per avviare un processo di trasformazione strutturale
delle proprie economie. Se
l'Europa è una Istituzione paladina della democrazia di questa cosa,
di questo insegnamento storico non può non tenere conto. Altrimenti,
dobbiamo pensare che questo organo elettivo abbia priorità e
politiche che divergono dal concetto di sovranità popolare o che le
democrazie nazionali siano arrivate a questo evento del tutto
impreparate l'Unione sia destinata, perciò, al più misero dei
fallimenti. Questo evento, però, porterà con sé anche le
Istituzioni Nazionali, paradossalmente, perché l'Europa era nata
proprio per difendere queste ultime ed invece rischia di diventarne
l'affossatore, il becchino.
lunedì 13 aprile 2015
Attenti al Lupo
La
favola più raccontata nel Belpaese, da quando è incominciata la
Crisi, è che le cose vanno bene perché i ristoranti sono pieni. La
verità, lo sappiamo tutti, è un'altra. Il numero delle imprese che
si occupano di ristorazione è calato considerevolmente per
cessazione di attività. Il menù medio di un'azienda prevede che
quello che 8 anni fa era prezzato a 40 euro oggi si “vende”
solamente a 10. Tuttavia, si può pranzare e cenare con un pasto
completo a 4,5 euro in una serie sempre più ampia di ristoranti. La
spesa pro capite che i clienti “si permettono” di aggiungere al
menù è praticamente risibile. Sono state ridotte le spese per
l'acquisto della materia prima (diciamocelo pure che i formaggi
italiani con latte proveniente dalla Lituania sono un'altra cosa) e
il costo del lavoro dei cuochi e del servizio ai tavoli è stato
ridotto. Questo è, dunque, il Bengodi tanto decantato dai nostri
pifferai magici? Questa è la ripresa che sta arrivando ed è
segnalata da Istat e Ministeri vari? Credo che occorra essere seri e
onesti con tutti i cittadini italiani. Il messaggio che la massa sta
dando alla politica è chiaro: “smettetela di prenderci i soldi e
per i fondelli”. Non bastano più gli annunci e le dichiarazioni
roboanti sui mezzi di informazione, sempre più proni verso le
autorità del momento anziché al servizio e all'utenza. Lo Stato è
diventato (lo scriveva Lenin) l'organizzazione della violenza atta a
reprimere una certa classe: quella dei poveri e dei lavoratori. Basta
favole o la prossima la racconteranno i cittadini e sarà quella del
“Lupo cattivo”.
Pier Giorgio Tomatis
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