martedì 13 ottobre 2015

Il lavoro in baratto


Il baratto amministrativo è una riedizione aggiornata dei "lavori socialmente utili" che sono nati negli Stati Uniti col New Deal per volontà del Presidente Roosevelt. All'epoca, l'obiettivo era quello di distribuire denaro a 2,5 milioni di americani senza reddito né proprietà, chiedendo loro in cambio di mettersi a disposizione della Nazione per non mortificarli e farli sentire alla stregua di accattoni. Oggi viene ripresentata con una formula legata più al debito contratto dai privati che non dal sano principio di equa circolazione della moneta. Il risultato, nella sostanza, non cambia e come tale siamo perfettamente favorevoli all'iniziativa. Rivendichiamo, altresì, la primigeneità della proposta e dell'unanime legame politico che tutti gli iscritti al Comitato Pinerolo Attiva hanno nei confronti delle leggi del New Deal o che si ispirano ad esse perché crediamo che quello e non le tesi della Scuola di Chicago ci possono portare seriamente fuori dalla Crisi. Nessuno si permetta di raccontarci la favola della Ripresa o dei Gufi. La situazione economica di Pinerolo e del Paese è tragica e il baratto amministrativo è una delle Leggi che il buon senso detta per salvare la vita dei e ai cittadini. Ci stiamo dando da fare per accogliere chi viene da tanto lontano perché è in difficoltà ed è cosa buona. Allo stesso tempo non possiamo essere così presbiti da non vedere il disagio, la sofferenza e le difficoltà quotidiane che deve affrontare chi viene da vicino. Molto vicino.

mercoledì 29 aprile 2015

Troikaiser





Se gli Alleati avessero avuto nei confronti dei tedeschi la stessa pietà che loro oggi rivolgono ai greci, la Germania, oggi, sarebbe una pura espressione geografica. Ciononostante, per irriconoscenza o pura follia (o entrambe le cose), la Germany way of life è in buona sostanza esigere dagli altri ciò che non si è preteso da se stessi. Se la IIa guerra mondiale è stata causata da una pessima gestione della fine della Ia, non si può proprio affermare che a Berlino abbiano fatto tesoro di questo insegnamento e si voglia evitare di ricreare quella situazione di povertà e disagio sociale dal quale sono sorti i fascismi. Il Segretario di Stato degli Usa al termine dell'ultima guerra mondiale, George Marshall, all'epoca affermò che l'Europa avrebbe avuto bisogno per 3-4 anni (divennero poi 6) di ingenti aiuti da parte americana. Senza di essi, la gran parte del vecchio continente avrebbe conosciuto un gravissimo deterioramento delle condizioni politiche, economiche e sociali. Il piano che prese il suo nome prendeva forma da questo concetto. L'unione Sovietica (pur invitata al tavolo delle trattative) se ne tirò subito fuori e con essa tutto il blocco orientale che egemonizzava. Gli USA continuarono per la strada intrapresa e cercarono di spingere gli Stati europei ad utilizzare gli aiuti forniti loro non per fronteggiare le contingenze del momento, quanto per avviare un processo di trasformazione strutturale delle proprie economie. Se l'Europa è una Istituzione paladina della democrazia di questa cosa, di questo insegnamento storico non può non tenere conto. Altrimenti, dobbiamo pensare che questo organo elettivo abbia priorità e politiche che divergono dal concetto di sovranità popolare o che le democrazie nazionali siano arrivate a questo evento del tutto impreparate l'Unione sia destinata, perciò, al più misero dei fallimenti. Questo evento, però, porterà con sé anche le Istituzioni Nazionali, paradossalmente, perché l'Europa era nata proprio per difendere queste ultime ed invece rischia di diventarne l'affossatore, il becchino. 

lunedì 13 aprile 2015

Attenti al Lupo






La favola più raccontata nel Belpaese, da quando è incominciata la Crisi, è che le cose vanno bene perché i ristoranti sono pieni. La verità, lo sappiamo tutti, è un'altra. Il numero delle imprese che si occupano di ristorazione è calato considerevolmente per cessazione di attività. Il menù medio di un'azienda prevede che quello che 8 anni fa era prezzato a 40 euro oggi si “vende” solamente a 10. Tuttavia, si può pranzare e cenare con un pasto completo a 4,5 euro in una serie sempre più ampia di ristoranti. La spesa pro capite che i clienti “si permettono” di aggiungere al menù è praticamente risibile. Sono state ridotte le spese per l'acquisto della materia prima (diciamocelo pure che i formaggi italiani con latte proveniente dalla Lituania sono un'altra cosa) e il costo del lavoro dei cuochi e del servizio ai tavoli è stato ridotto. Questo è, dunque, il Bengodi tanto decantato dai nostri pifferai magici? Questa è la ripresa che sta arrivando ed è segnalata da Istat e Ministeri vari? Credo che occorra essere seri e onesti con tutti i cittadini italiani. Il messaggio che la massa sta dando alla politica è chiaro: “smettetela di prenderci i soldi e per i fondelli”. Non bastano più gli annunci e le dichiarazioni roboanti sui mezzi di informazione, sempre più proni verso le autorità del momento anziché al servizio e all'utenza. Lo Stato è diventato (lo scriveva Lenin) l'organizzazione della violenza atta a reprimere una certa classe: quella dei poveri e dei lavoratori. Basta favole o la prossima la racconteranno i cittadini e sarà quella del “Lupo cattivo”.
Pier Giorgio Tomatis